Rondine Tattoo

tatuaggio rondine

Sfido chiunque a negare di aver pensato, almeno per un momento, di tatuarsi una rondine.

Molti di noi, in effetti poi, l’hanno anche fatto sul serio. Tanti altri ancora, ne sono certa, non vedono l’ora di aggiungere anche questo bell’uccellino alla lista dei tattoo da esibire con orgoglio ogni giorno… ma fermiamoci allora un momento a riflettere sul significato profondo che questo simbolo porta con sé, e sulle origini leggendarie che contribuiscono a renderlo uno dei grandi classici dell’arte che preferiamo: olio su tela? Macché! Tuttalpiù inchiostro su pelle.

Nel mondo dei tatuaggi da sempre gli animali giocano un ruolo da protagonisti e fra tutti i volatili hanno una rilevanza particolare, forse in ragione del loro legame con il concetto del volo e, naturalmente, della libertà. In particolare, i pennuti più gettonati sono generalmente i pappagalli, certo per via dei loro bei colori sgargianti, e, ancor più frequentemente, le rondini.

C’è chi ha sostenuto, in riferimento a questo piccolo uccello viaggiatore dalla bella coda biforcuta, che si tratti de l’uccello preferito per i tatuaggi: se infatti le origini dell’usanza di tracciare indelebilmente sulla propria pelle la sagoma elegante di una rondine risalgono all’inizio del secolo Novecento, e sono assolutamente quindi tradizionali, il favore che la regina della primavera gode all’interno del mondo dei tattoo non accenna a diminuire nel tempo ancora oggi… anzi!

È questa infatti una scelta comune tra aspiranti tatuati e anche molto gradita ai tatuatori, perché si tratta in primo luogo di un simbolo esteticamente appagante, riconoscibile ed apprezzabile anche in un formato ridotto, e pertanto facilmente collocabile in una grande varietà di parti del corpo. Ciò che però, in definitiva, rende questo animale un vero e proprio veterano dei tatuaggi, è quel vasto bagaglio di significati e rimandi culturali che trascina con sé sulle lunghe ali instancabili, quasi li avesse raccolti e collezionati nel corso delle proprie infinite peregrinazioni attraverso il cielo, in luoghi e tempi fra loro anche molto distanti.

Già nelle epoche più remote, infatti, la rondine rappresentava immancabilmente un simbolo ricco di significato e caro alle rappresentazioni iconografiche antiche: se nel Cristianesimo essa richiama la speranza nella resurrezione di Cristo poiché legata al periodo della primavera e della Pasqua, nell’Islam è detta uccello del paradiso e rimanda all’idea di rinuncia purificante o ancora di buona compagnia (basti pensare agli affollati stormi…). Greci e romani la consacrarono agli dèi protettori della casa, il nido di ognuno di noi, e alla dea afrodite, regina dell’amore. In Giappone una rondinella porta da sempre fortuna e suggerisce i concetti di fertilità e fedeltà nel matrimonio, giacché come i lupi e i falchi, anche lei si sceglie un compagno e lo mantiene per la vita intera.

Tra tutte le interpretazioni tradizionali però, la mia preferita rimane quella dell’antico Egitto, secondo cui il nostro uccellino rappresenta Ba, ovvero l’anima purificata, ed è pertanto sacra a Iside, che ogni notte ne assume ne sembianze per sorvolare il sarcofago dell’amato marito Osiride, re degli dèi, e proteggerne il corpo crudelmente smembrato dall’invidioso fratello Set.

E adesso che siamo consapevoli di tutti i dettagli relativi al simbolo della rondine nella cultura antica, sapete quando questo disegno si trasforma in un pezzo forte della cultura del tatuaggio?

No? Bene, la risposta è all’inizio del secolo scorso, quando i marinai britannici svilupparono l’usanza di imprimere l’uccello sul proprio corpo secondo le regole di un leggendario codice tacitamente sottoscritto dai naviganti. Perché leggendario? Dovete sapere che in inglese la rondine si chiama The Swallow, e proprio questo nome era attribuito ad un misterioso veliero, il cui equipaggio si sarebbe ammutinato eroicamente, scegliendo il tatuaggio dell’animale come segno distintivo degli appartenenti alla rivolta. Ecco dunque stabilito un precedente affascinante sulla base del quale il simbolo diventa di per sé significativo di una vasta esperienza in mare, ma non è finita qui: sembrerebbe appurato il fatto che la prima rondine potesse essere tatuata sul petto solo dopo che un lupo di mare avesse superato il confine dell’Equatore, o comunque dopo aver navigato per almeno cinquemila miglia. Di qui in poi avrebbe potuto aggiungere un secondo tatuaggio dopo altrettante cinquemila e così via; ecco da dove viene la classica scelta delle due rondini tatuate ai lati del petto, più o meno in corrispondenza delle spalle.

Capirete come il passo sia breve per arrivare a scegliere questo animale come buon auspicio che rappresenta la fortuna e l’augurio di fare sempre ritorno a casa, dopo ogni “viaggio in mare”.

L’avvistamento infatti costituiva la bella notizia che la terra era vicina, e con lei la salvezza, la casa e la famiglia, quel nido insomma, che le rondini si impegnano sempre a costruire con perizia e tenerezza in ogni terra straniera in cui si trovino per ospitare i numerosi piccoli. Un’abilità quella di edificare ovunque una casa feconda per cui lo stesso Shakespeare in molte opere elogia l’animale, a cui pure attribuisce spesso i tratti della lussuria e della passione, forse in relazione a quel legame con Venere e con l’amore che la caratterizza anche al giorno d’oggi.

Parlando dei significati moderni di questo classico del tattoo infatti, uno dei principali è quello dell’amore fraterno che porta a sostenersi sempre in caso necessità, ma anche erotico, spesso in combinazione con la rosa, ideale per riferirsi ad una persona cara e molto amata, a volte persino perduta (ricordiamo gli egizi!) o ancora gettonato per un tatuaggio di coppia.

Dall’ambito marinaresco invece deriva, come si diceva, l’eclatante accezione della rondine quale simbolo di protezione e fortuna, di voglia di viaggiare, di sete d’esperienza e di scoperta, d’impulso alla partenza verso ciò che è ancora inesplorato. Dalla leggiadria del volo che la porta ad attraversare il mar Mediterraneo avanti e indietro dall’Africa sino ai nostri cieli, in base alle stagioni, deriva invece l’idea della leggerezza e della resistenza alle difficoltà, sulla base della quale si ricavano diverse tipologie di rappresentazione: dalle ali spiegate in volo, al profilo dell’animale che lo rende inconfondibile.

Infine, un significato importantissimo da attribuire al tatuaggio di una rondine (non me ne sono mica dimenticata!) è quello della libertà di uno spirito indipendente, insofferente ai vincoli e alle costrizioni. Sarà allora interessante ricordare un altro utilizzo storico del tatuaggio, parallelo a quello marinaresco, e altrettanto suggestivo: i carcerati erano soliti imprimere questo uccello sulle proprie mani, l’unica parte del corpo che potevano esporre dalle sbarre delle celle, a rappresentazione del proprio anelito di libertà gridato al cielo, ma al contempo in riferimento alla personalità violenta di cui andavano orgogliosi: le mani si agitavano facilmente e gli schiaffi “volavano” come le rondini appunto.

Vi è venuta voglia di tatuarvi una rondine vero? Lo so, anche a me. Impossibile restare immuni al fascino di questa figura semplice, bella e così densa di significato.

Chi di noi non vorrebbe portare sempre con sé un concentrato di rimandi a valori fondamentali, come l’amore, la rinascita, la speranza, la libertà, la fedeltà eterna e la fortuna?!

Da un punto di vista strettamente stilistico, la rondine è un grande classico dell’Old School, in particolare abbinata ad altri elementi come rose, stelle, nomi e iniziali, in composizioni articolate e facilmente personalizzabili, caso in cui probabilmente prevarranno colori forti e contrastati, accompagnati naturalmente da motivi floreali; ma tutto ciò non esclude la possibilità di rondini stilizzate o realistiche, gli esempi sono numerosi! O ancora versioni in bianco e nero, specialmente quando il nostro uccello vuol riferirsi con la sua carica simbolica al mondo spirituale, tribale e religioso: una rondine per giurare sacralmente amore ed fedeltà eterna, oppure per ricordare la propria stessa rinascita spirituale dopo un periodo difficile: l’arrivo del sole caldo della primavera nel cuore che ha sofferto e vinto il gelo dell’inverno, ritornando a battere più forte e resistente che mai.

Dopo tutta questa immersione negli ideali di resurrezione, esperienza, voglia di scoperta, evasione e libertà, riuscite per caso a pensare ad un simbolo più adatto della rondine per questo 2021 appena iniziato?! Vi invito a tatuarvi la sua sagoma leggera nel cuore, ancor prima che sulla pelle, perché sia un portafortuna costante e un augurio di imminente salvezza, come per i marinai che scorgevano la costa dopo un viaggio lungo e faticoso, perché rappresenti l’auspicio vivissimo che presto torneremo a volare… e poi insomma, sarà anche vero che una rondine non fa primavera, però… !